di Emma Effe
La notizia che sto per dare mi riempie il cuore di emozione, sul serio. Oggi ho finito il mio terzo romanzo.
Il titolo. Si chiama La tana della locusta. Sono 300 pagine e sarà anche questo edito come gli altri con Amazon KDP, presumo fra uno o due mesi.
La protagonista è sempre lei, Ilaria Carminati, una giovane donna passata – nel primo e nel secondo libro – fra alterne vicende, alcune drammatiche altre addirittura tragiche. Anche qui colpi di scena con un finale che non ti aspetti.
E’ sempre lei che confessa (ma l’avevamo già capito) di essere sessualmente fluida. Il marito, le varie amiche, se sono un’occasione non si tira indietro senza essere etero al cento per cento, né tantomeno lesbica. Anche in questo terzo episodio della vita di Ilaria il sesso è una componente essenziale, descritto minuziosamente ma sempre senza inutili volgarità. C’è dell’autobiografico in questo? Lascio alle mie lettrici e lettori il piacere di fantasticare.
Non so se con questo romanzo si chiude un ciclo. Vedremo. Non era nelle mie intenzioni scrivere una saga alla Tolkien o alla Ken Follett. E’ un ciclo, una storia che si dipana in tre episodi letterari.
Troviamo le figlie di Ilaria un po’ cresciute, la sorella Nara, Elvira la brava suocera, le amiche di sempre Kiki, Annamaria, Imma e Grazia, e altri personaggi, minori sì ma tutti importanti, tutti descritti con maestria che sembra di vederli, non immaginarli.
Stavolta siamo uscite dall’Italia per trasferirci in Germania, a Düsseldorf, nella Renania-Vestfalia, l’ambiente giusto per delle vicende coinvolgenti.
Un ultimo appunto, ma ci ritorneremo su. E’ stata dura scrivere ad agosto del Natale, dei mercatini e di tutto quello che ci gira attorno. Scrivere di temperatue sottozero quando qui si boccheggia dal caldo. Ma questa è la vita di chi scrive.
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