C’est l’argent qui fait le livre?

Tornando a Camilleri, non ho trovato la data ufficiale, ma supponendo che sia andato in pensione a 55 anni – allora si poteva – cioè nel 1980, ecco che i conti tornano: nel 1968 finisce di scrivere il suo primo romanzo Il corso delle cose  che rimane nel cassetto per dieci anni esatti, quando Antonio Lalli Editore glielo pubblica, ma solo perché la Rai (dove Camilleri aveva lavorato per anni) ci ha messo gli occhi sopra e decide di farne uno sceneggiato (La mano sugli occhi) mandato in onda l’anno dopo. Da allora per Camilleri la strada è tutta in discesa, si fa per dire perché non dobbiamo confondere la prolificità di Camilleri con la presunta facilità di scrivere: anche per il Maestro scrivere era una fatica.

Fatti i conti si è materializzata nel mio cervello bacato una domanda precisa: non è che il successo di uno scrittore – a parte tutti gli altri fattori di cui mi sono occupato qui tempo fa – dipende dalla ricchezza, o comunque da delle buone possibilità economiche che permettono di pagare in proprio un agente letterario, un editor, un correttore di bozze, magari un ghostwriter, una segretaria, un’assistente?
Sicuramente non è vero, ma a pensar male…

Una replica a “C’est l’argent qui fait le livre?”

  1. Avatar Il mio attimo fuggente – I libri di Maurizio Boscolo

    […] qualcosa di scientifico nella nascita di un libro? Valentina Alferj, l’assistente di Andrea Camilleri che ha rilascito l’intervista ad Aldo Cazzullo, dice: […]

    "Mi piace"

Lascia un commento

I libri di Maurizio Boscolo

Storia e storie di uno scrittore

maurizioboscolo.it