C’era una volta il giallo dell’estate, il classico libretto della Mondadori che – con la sua copertina gialla – ha battezzato il filone del poliziesco in Italia. Un giallo da divorare sotto l’ombrellone, spensieratamente, senza alcun coinvolgimento emotivo se non la curiosità di conoscere alla fine chi è l’assassino.
Poi è arrivato il giallo in carne e ossa. Esauriti temporaneamente il filone politico a causa delle vacanze ferragostane degli onorevoli, la cronaca nera per lo svuotamento delle città, le vicende sindacali e i reportage di guerra perché d’estate non si fanno le rivoluzioni, nei giornali restava (e resta sempre) un grande vuoto da riempire. Ecco quindi comparire con assoluta regolarità il giallo dell’estate.
Nel 1989 esplode il caso dei coniugi Giuseppe e Marta Carretta di Parma, assassinati da uno dei figli. Il 1990 è l’anno del delitto di via Poma, nel 1991 c’è il caso della contessa Alberica Filo della Torre. Saltiamo qualche anno per arrivare al 2007 con l’uccisione di Chiara Poggi (che si trascinerà fino ai giorni nostri), e quindi nel 2010 il delitto di Avetrana (Sara Scazzi e la famiglia Misseri), tralasciando i casi minori.
Negli ultimi anni al giallo dell’estate si è però sostituito il giallo perenne. Se nel primo caso la molla era costituita dal tempo libero dedicato alla lettura in contemporanea con la caduta dei freni inibitori (degli assassini) dovuta al caldo, ai giorni nostri il giallo perenne risponde al bisogno prettamente elettorale di creare la tensione, l’angoscia, il terrore per i tempi attuali. Da qui la ricerca del consenso sulla cosiddetta sicurezza con relativa stretta autoritaria (a tutt’oggi ben 14 nuovi reati).
Da notare che quelli del “mettiamoli in galera e buttiamo via le chiavi” non parlano mai di raffronti storici. Riporto di seguito i dati che mi fornito l’Intelligenza Artificiale.
Nella seconda metà dell’Ottocento e nella prima metà del Novecento l’Italia aveva tassi di omicidio tra i più alti d’Europa (ricordate il Passator Cortese?). Nel Sud, in particolare, i livelli erano molto elevati, con picchi in alcune regioni.
Dopo la Seconda guerra mondiale, invece, si osserva una lenta ma costante diminuzione, e questo fino agli anni Settanta e Ottanta quando si registra un nuovo aumento, legato soprattutto alla criminalità organizzata e al terrorismo. Il picco si raggiunge nel 1991, quando il numero di omicidi è oltre due volte e mezzo quello del 1969.
Dal 1992 e fino ai giorni nostri inizia una forte e continua diminuzione, portando l’Italia a uno dei tassi di omicidio più bassi d’Europa.
Tornando all’editoria, quest’estate cosa leggeremo? A me piacerebbe tanto leggere la cronaca di alcuni delitti, facciamo tre o quattro politici su scala mondiale, per arrivare a Natale con un mondo più vivibile. Ma forse chiedo la luna.
Allora – per rimanere in tema – leggerò un giallo-erotico, il secondo, di un’autrice anonima, Emma Effe: Luna in V Casa, dove continua la storia di Ilaria la protagonista di Nessun Indizio, il romanzo d’esordio dell’Autrice. Il primo mi è piaciuto molto (ma, pare, non solo a me), del secondo ne parlerò una volta letto.
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