Sulla sicurezza ho un’idea diversa

Quando si parla di sicurezza, il discorso si restringe quasi sempre.
Diventa ordine pubblico, controllo, emergenza.
Qualcosa da gestire, più che da costruire.

Io ho un’idea diversa.

Sicurezza è, prima di tutto, possibilità.

Sicurezza è poter studiare e trovare un lavoro.
Non per realizzarsi in astratto, ma per non vivere nell’incertezza permanente.

Sicurezza è avere un lavoro che permetta di mettere su famiglia.
Non come obbligo sociale, ma come scelta possibile.

Sicurezza è mettere al mondo un figlio in un mondo senza guerre.
O almeno in un mondo che non consideri la guerra un orizzonte inevitabile.

Sicurezza è sapere che, se ti ammali, verrai curato da una sanità pubblica.
Non in base al reddito, ma al bisogno.

Sicurezza è avere una casa che non venga spazzata via da un’alluvione o da un terremoto.
E se accade, sapere che non sarai lasciato solo.

Sicurezza, infine, è guardare al futuro con un minimo di serenità.
Non ottimismo ingenuo.
Serenità: la sensazione che il domani non sia una minaccia.

Forse è per questo che oggi ci sentiamo insicuri anche quando le statistiche dicono il contrario.
Perché abbiamo ridotto la sicurezza a un problema di controllo, dimenticando che è soprattutto una questione di fiducia nel futuro.

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