Il tris è servito

Ve l’avevo promesso ed ecco il mio terzo romanzo, rimasto in naftalina per tre mesi aspettando che l’editore uscisse dalla catalessi e si facesse vivo. Siccome sono stanca di aspettare il Godot che non arriva mai, domenica mattina mi sono messa di buzzo buono ed ho dato alle stampe, cioè ad Amazon, il mio libro con cui ho fatto un bel tris.

Scrivere La tana della locusta è stato impegnativo. Intanto sono trecentocinque pagine senza figure, poi c’è una copertina (lucida) molto bella, fatta da me senza nessuna intelligenza artificiale, accattivante, ma soprattutto c’è una storia che vede ancora protagonista Ilaria Carminati, sempre lei, come nei primi due libri. Continua la saga di questa affascinante quarantenne, madre di due adorabili ragazzine (sono cresciute anche loro in questi anni), alla quale non mancano le avventure, in tutti i sensi.

Nella quarta di copertina c’è una breve sinossi che riporto qui con spudorata pigrizia.
“Dopo un lutto doloroso, Ilaria decide di ricominciare a vivere accanto a Max, un uomo colto e premuroso che l’ha conquistata con la forza discreta dell’amore. Con le figlie si trasferisce a Düsseldorf, dove una nuova casa e una nuova città sembrano promettere stabilità e felicità. Ma la vita quotidiana non tarda a intrecciarsi con incontri imprevisti e passioni segrete, come quella con Fosca, la vicina italiana che diventa amica e confidente, e con le ombre della società tedesca, segnata da xenofobia e tensioni politiche.
La tana della locusta è un romanzo che unisce erotismo e riflessione sociale, raccontando il coraggio di una donna che affronta desiderio, maternità e nuove sfide in un mondo dove l’intimità privata non è mai al riparo dalle tempeste collettive”.

Può bastare per sollecitare la vostra curiosità?

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