Nella mitologia classica Mercurio era il messaggero degli dei. L’astrologia lo colloca come governatore del segno dei Gemelli, i comunicatori per eccellenza. Nel mio cielo astrale ho ben cinque pianeti nei Gemelli che uniti al mio segno dominante – dove troviamo comunicatori come Kafka, Hemingway, Oriana Fallaci, George Orwell, Leopardi, Dan Brown e tanti altri – mi caratterizzano come bravo comunicatore e, di conseguenza, bravo scrittore. Mi piace scrivere, e ascoltare gli altri (quando hanno cose interessanti da comunicare).
Negli ultimi tempi, però, e soprattutto negli ultimi giorni qualcosa non mi quadra più nella comunicazione. O sono io che non capisco più quello che dicono gli altri, o sono gli altri che non seguono più la logica del pensiero che ci ha governato fino ai giorni nostri. Mi riferisco all’omicidio di quell’ultrà dell’estrema destra americana.
Mattia Feltri nel suo commento di ieri, martedì 16 settembre, sulla Stampa, spiega in maniera chiarissima come la destra nostrana – leggi: Meloni e Salvini – abbia pompato la notizia a esclusivo uso interno. E ci sta, visto che siamo in periodo elettorale permanente. Quello che non mi torna sono le parole del presidente degli Stati “Uniti” d’America, quel personaggio che – per il ruolo che occupa – dovrebbe rappresentare il punto di equilibrio fra le diverse anime della sua nazione. Bene, cos’ha detto Trump? “Preso il killer, spero che gli diano la pena di morte”. Cioè: l’omicidio di un mio seguace è un atto terroristico (ovviamente dei democratici, dei comunisti, della sinistra) e quindi auspico per lui un altro omicidio, questa volta giusto e appropriato perché viene da destra.
E’ la logica secondo la quale chi comanda ha sempre ragione e può fare quello che vuole, che sia Mussolini, Hitler, Stalin, Putin o Netanyahu poco importa. Gli altri sono la feccia da sottomettere o meglio ancora da eliminare.
Nei giorni scorsi ho messo un commento su un articolo del Corriere della Sera – notoriamente giornale liberale e liberista -, commento che mi è stato cancellato immediatamente ed anzi, mi è stato cestinato prima ancora di essere pubblicato. Una volta si chiamava censura, oggi con i tempi che corrono non so più come definirla.
Però se un generale dei covoni spara palate di melma tutto va bene, ed anzi gli viene dato massimo risalto. Se io invece dico che per porre fine all’aggressione criminale russa all’Ucraina è necessaria una soluzione del tipo seconda guerra mondiale su Mosca e San Pietroburgo, allora non va più bene, e mi castrano.
Ripeto: o sono io che ormai dò fuori di testa, o non ci siamo proprio più.
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