Nel mio ultimo romanzo – 2051 Il punto di non ritorno – penso di aver superato me stesso, tanto che mi sono sentito in obbligo di mettere alla fine la lista dei miei personaggi, tanto sono numerosi.
Vediamo per prima i coprotagonisti.
C’è il Board con Jack Bennet, Frank Ryan, Hanne Holmberg, Kosami Ishikawa e Aleesha Howard. Nell’Astronave ci sono Abby Baker, Donovan Murray, Velia Piga, Isabelle Blanchard, Conrad Vogel, Pacho Gallego, Fay Wood e Tom Hughes.
E poi gli antagonisti. La Big Pharma, le Assicurazioni, le società Immobiliari, la Finanza nelle persone di Samuel Goodwin, Jimmy Myers, Gektor Bogdanov e Peng Guo. In tutto diciassette personaggi, più altri minori di cui non faccio i nomi qui.
Diciassette nomi di diverse nazionalità. Stati Uniti, Scozia, Italia, Francia, Germania, Spagna, fino alla Russia e alla Cina. Per ognuno ho dovuto trovare un nome e un cognome che fossero tipici, ma non così scontati come fanno gli americani che, quando devono immaginare un personaggio italiano, mettono sempre un cognome meridionale e spesso e volentieri legato alla mafia.
Fatto questo bisognava appiccicare delle sembianze credibili a ciascuno, e tenerle sempre presenti ed uguali nel parlare, nel muoversi, nelle relazioni.
Non è stato un lavoro semplice.
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