Di Giorgio ce n’è uno solo

La mia giornata di mercoledì scorso è stata caratterizzata da due eventi: un’ora di anticamera medica e la notizia della scomparsa di Giorgio Armani. Parto da quest’ultimo. Sono rimasto colpito da una sua frase celebre: “L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”. E con questa mi collego al mio aspettare la fine della visita dal primario cardiologo durante la quale ho sfogliato – pagina per pagina – tutto il Corriere Living di settembre che era appoggiato sul tavolino della sala d’aspetto.

Che fine hanno fatto gli Achille Castiglioni, i Vico Magistretti, gli Antonio Citterio, i Mario Bellini, i Rodolfo Dordoni, gli Afra e Tobia Scarpa, i Bruno Munari, tanto per citarne alcuni? Dove sono finite le loro linee pure, il loro buon gusto, la sobrietà unita all’innovazione, lo styling italiano che era considerato un classico e ci ha reso celebri in tutto il mondo?
In più di un centinaio di pagine ho trovato solo una (una!) immagine da poter dire: ecco, questo lo metterei dentro casa mia. Ricordo la frase di uno dei tanti creatori (?) moderni che diceva più o meno così: progetto non per la funzionalità dell’oggetto di arredamento, ma per apparire, per fare scalpore. Ecco, l’esatto contrario del non farsi notare di Armani.
Siamo nel tempo dei tamarri, della volgarità, del pacchianismo, del voler apparire a tutti i costi, non solo a discapito della sostanza, ma anche del buon gusto.

Non ho avuto mai la fortuna di potermi comperare un abito di Armani. Ma l’ho sempre sentito sempre molto vicino. Non a caso ci passiamo di soli sei giorni nel segno astrologico del Cancro. Il che gli ha fornito una particolare predilezione per l’eleganza, il minimalismo e l’innovazione, come dimostra la sua rivoluzionaria giacca destrutturata e la creazione del colore greige, tutti elementi che riflettono la sua natura di stilista di successo. 
Se è vero che il Cancro è spesso associato a sensibilità, intuizione e un forte desiderio di creare un ambiente sicuro e confortevole, in Armani, questo si è manifestato attraverso una profonda sensibilità estetica e una capacità di anticipare e ridefinire le tendenze, rivoluzionando il mondo della moda con un linguaggio di eleganza minimalista e fluidità.

Ciao Giorgio, anch’io non mi faccio notare, e spero che qualcuno domani mi ricordi.

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