Mariangela, un’ottimista impegnata contro

In Pieno quanto? il protagonista è ancora una volta una protagonista (mi piacciono molto le figure femminili, lo ammetto): Mariangela Vanni, una toscanaccia che vive sull’Apennino tosco-emiliano, 29 anni, laureata con master in letteratura, traduttrice free lance di testi tecnici dal tedesco all’italiano finché non trova di meglio, una stangona da un metro e ottanta di altezza.
L’ho cercata con Google Immagini ed eccola: un bel viso, fronte alta, capelli lisci biondi con la riga un po’ spostata a destra, un sorriso ampio.

Accanto a lei il coprotagonista, Umberto Mandelli, un giornalista della carta stampata, milanese, 37 anni. Otto anni di differenza non incidono. A dire il vero per Umberto non ho un’immagine definita, ma viene descritto dall’aspetto irlandese: capelli ricci, rossi e ribelli, barba e baffi falsamente incolti anch’essi rossi, occhi tra il verde e il blu dietro un paio di occhiali tondi in metallo, labbra carnose. Dietro la polo blu a maniche lunghe si nasconde una bella muscolatura, di sicuro coltivata con qualche sport. Anche senza un’immagine reale la figura è ben definita.

C’è poi un coro di personaggi che girano attorno a Mariangela, ben quattordici. Di alcuni mi sono appropriato di imagini esistenti sul web: il padre della protagonista, il direttore del Süddeutsche Zeitung e sua moglie, l’amica di Mariangela, Michela Sanna, coinquilina e compagna di studi, ora capitano dei Carabinieri. Una bella figura, questa: da buona sarda è mora, alta, lineamenti decisi come si conviene ad un ufficiale dell’Arma.

Leggetevi il romanzo, sicuramente vi avvolgerà. Di più non posso dire.

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