Se parli sei morto

L’Indice della libertà di stampa nel mondo (World Press Freedom Index) è una classifica annuale compilata e pubblicata da Reporter senza frontiere che si basa sulla valutazione dell’Organizzazione delle testimonianze relative alla libertà di stampa delle nazioni nell’anno precedente. L’indice intende riflettere il grado di libertà che i giornalisti, le nuove organizzazioni e i netizen hanno nei rispettivi paesi, e gli sforzi compiuti dalle autorità per rispettare tale libertà. Reporter senza frontiere è attenta a sottolineare che tale indice riguarda esclusivamente la libertà di stampa e non misura né la qualità del giornalismo né la violazione dei diritti umani in generale (fonte: Wikipedia).
E’ istruttivo scorrere la classifica del 2025 che vede ai primi posti (ovviamente) tutti i Paesi del Nord Europa: Norvegia, Estonia, Paesi Bassi, Svezia e Finlandia. L’Italia è al 48° posto (!), preceduta – per fare solo qualche esempio – da Namibia, Suriname, Fiji, Gabon, e mi fermo qui. Di questi tempi non sorprendono gli Stati Uniti dopo di noi al 56° posto. Scontato il 148° posto della Russia, il 157° della Turchia, il 168° dell’Egitto.

Come mai così in basso l’Italia? E’ presto detto. Dal 2006 al 31 dicembre 2024 i giornalisti minacciati nel nostro Paese sono stati 7.555, praticamente uno al giorno (fonte: Ossigeno per l’informazione). L’unica consolazione almeno è che in Italia in questo arco di tempo nessun giornalista è stato ucciso.

Non possiamo dire altrettanto di paesi che vorrebbero imporci la loro democrazia, come la Russia, dove non si ha un conto preciso. Ricordiamo solo i nomi più famosi: Anna Politkovskaja della Novaya Gazeta, uccisa nel 2006 e nota per le sue inchieste sulla guerra in Cecenia, Anastasia Baburova assassinata nel 2009 probabilmente perché collaborava con Politkovskaja e Natalia Estemirova uccisa nel 2009 quando lavorava per Memorial a Grozny.
Secondo i dati raccolti dal CPJ, il Comitato per la protezione dei giornalisti, sono ben 36 i giornalisti assassinati in Russia dal 1992. Anna Politkovskaja è solo una dei 31 giornalisti uccisi tra il 27 ottobre 1999 e il 2022, ovvero da quando Vladimir Putin ha avuto tra le mani le redini del paese (fonte: Il Sole 24 Ore).
C’è da mettersi le mani nei capelli e pregare Iddio.

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