Sarò sempre grato ad Annelise Laner che, entrambi giovani, mi fece conoscere Karl Lubomirski e la sua poesia. Di lui nella mia biblioteca conservo con amore un suo libro e nell’anima le sue poesie.
Karl Lubomirski è uno scrittore e poeta austriaco nato l’8 settembre 1939 a Hall in Tirolo da una famiglia aristocratica polacca. Cresciuto a Innsbruck e formatosi come commerciante, dal 1962 vive in Italia, attualmente a Brugherio vicino a Milano. Lubomirski ha pubblicato principalmente poesia (13 raccolte tra il 1973 e il 2019), ma anche racconti, saggi, opere teatrali, resoconti di viaggio, critica letteraria e d’arte. La sua poesia si distingue per una scrittura essenziale e concentrata, che esplora temi come la memoria, il tempo, la natura, la spiritualità e la condizione umana, spesso con un tono meditativo e riflessivo. Vivendo in Italia Lubomirski ha potuto confrontarsi con la cultura, la lingua e la storia italiane, elementi che hanno influenzato sia i temi sia lo stile delle sue opere.
Prendiamo “Sicilia”, una poesia di solo tre versi (sembra Ungaretti!) che esprimono tutta l’essenza di questa isola:
Paese di arsura
quando non soffri
sai soltanto fiorire.
Come ha detto giusamente Bonifacio Vincenzi la poesia di Lubominski non è per lettori passivi. In “Noi” c’è tutto un universo che viene descritto, c’è un’atmosfera globale che ti penetra e c’è la denuncia per tutto quello che abbiamo distrutto. Vi pare poco?
All’aria abbiamo tolto i canti
alla terra le pietre
alla notte l’oscurità
ai boschi gli animali
alle acque i pesci
agli animali la libertà
alla libertà il senso
alle pietre la forma
alle piante il profumo, i colori
ai fiumi l’impeto
al mare la vita
ai monti il silenzio
alla luna la castità
allo spazio la maestà
questo facemmo noi
senza
pentirci.
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