Segui la traccia

Si è accesa la lampadina del genio, è arrivata l’idea di scrivere un libro, bene!, si tratta ora di cominciare a concretizzare l’idea, di confezionare l’abito. Partiamo quindi innanzitutto dalla trama, quella che a scuola si chiamava la traccia del tema, del racconto della storia, che è il primo mattone dello storytelling (di questo ne parleremo a suo tempo).
Il miglior esempio su come raccontare una storia –  si stima che ne siano state vendute 7 miliardi di copie – è la Bibbia che parte dall’inizio della creazione (Genesi: “In principio Dio creò il cielo e la terra…”), racconta le vicende di un popolo, i vari personaggi (dai profeti a Gesù) e si conclude con il finale distopico (Apocalisse).

Cominciamo quindi il nostro (futuro) libro dall’inizio e arriviamo alla fine. Quasi sempre gli autori dei gialli –  riassumo in questo termine tutte le varie sfaccettature, dal poliziesco al noir –  fanno il percorso inverso: il lettore arriverà a scoprire solo alla fine il nocciolo della storia, l’assassino, il movente, lo svolgimento del delitto. Ma nella bozza della trama dovrà essere il primo accadimento.
Come si fa a non perdersi, a non contraddirsi mai, dall’inizio alla fine? Un metodo è quello dei post-it. Dal post-it centrale che illustra il perno di tutta la storia, posso risalire indietro con altri foglietti che narrino i fatti precedenti, e lo stesso per le vicende seguenti. Al posto dei foglietti potrei usare una grande lavagna, come si vede nelle sale dei detective dei film polizieschi.
Io mi servo del computer.

Su un foglio (bianco!) di Word scrivo il fatto centrale, inserisco prima e dopo gli avvenimenti ed il gioco è fatto. Il file si chiamerà traccia.
Non è detto però che tutto sia così semplice perché durante la scrittura sorgono spesso altre idee che sviluppano o addirittura sostituiscono il progetto originario. Bisogna allora essere flessibili  e rassegnarsi magari a cambiare tutto.

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