Forse faccio peccato, ma è probabile che ci azzecchi a pensare che il recente boom di nascite di femminucce e maschietti che si danno alla letteratura sia dovuto al miraggio del facile guadagno.
In italiano al liceo me la cavavo, mi iscrivo a qualche facoltà universitaria o a qualche scuola di scrittura, un’idea mi verrà, troverò qualcuno che pubblichi il mio capolavoro e voilà soldi a palate.
Bisogna che qualcuno li svegli fuori ‘ste ragazze e ‘sti ragazzi.
Prendiamo un autore qualsiasi, un Andrea Camilleri a caso. Su Amazon i suoi libri cartacei oscillano tra i 4,99 euro e i 16,15, facciamo quindi una media molto a spanne di 10 euro a copia.
E poniamo che l’Autore guadagni solo 1 euro per libro con copertina flessibile, perché se ha la copertina rigida il prezzo sale e quindi anche il guadagno (lordo di tasse). E prescindiamo anche dai diritti televisivi e cinematografici che seguono un best siller e che non sono bruscolini.
Quanto potrà guadagnare il nostro Andrea Camilleri che in vita ha venduto 30 milioni di copie in tutto il mondo? Risposta: 30 milioni di euro. Ha pubblicato i suoi romanzi dal 1978 fino a dopo la sua scomparsa (2019), quindi in 41 anni di professione letteraria ha incassato (non guadagnato) una media di poco più di 730 mila euro annui.
Ma l’autore di Montalbano non è in testa alle classifiche di vendita.
Meglio di lui hanno fatto Collodi con Pinocchio (80 milioni di copie in tutto il mondo) e Umberto Eco (50 milioni con solo Il nome della rosa).
Ci sono poi Oriana Fallaci e Guareschi con la saga di don Camillo (20 milioni ciascuno), Susanna Tamaro con 16 milioni, Elena Ferrante (L’amica geniale) con 10 milioni e Roberto Saviano che a scrivere di camorra ha venduto 10 milioni di copie. Fermiamoci qui.
Non voglio fare i conti in tasca a nessuno perché dalle entrate dovremmo defalcare tutte le uscite (agenti letterari, costi di ricerca e tutto il resto). Il centro della questione è: si vive soltanto scrivendo? La risposta è semplice: no. A meno che una persona non sia così brava come quelli citati prima.
Parafrasando Morandi, solo uno su 100 mila ce la fa. Forse.
Lascia un commento