Scrivevo qui dei vari generi di romanzo. Ma non è finita. Di recente va molto il romanzo storico dove l’autore descrive, analizza, sviscera un personaggio storico o un’epoca intera. L’esempio più importante è Antonio Scurati che con M ha descritto minuziosamente il fenomeno Mussolini; il suo successo non so se sia dovuto alla bellezza dei testi o all’aria che tira recentemente in Italia, ma anche nel resto del mondo.
A questa tendenza non si sottraggono gli ex direttori e commentatori di giornali che a fine carriera si sentono in dovere di approdare alla storia dopo anni passati a raccontare la cronaca.
Mettiamoci dentro a questa categoria anche gli instant book come quelli che ad ogni Natale ci propina il Vespa nazionale.
Molto vicini al genere storico ci sono i romanzi sociali e i romanzi di costume. I primi affrontano i problemi e i conflitti di una società, non necessariamente in tempi passati, mentre i secondi illustrano le abitudini e le usanze di un’epoca.
Stiamo sempre parlando di romanzi, testi quindi dove ci sono dei personaggi, dei luoghi, degli avvenimenti reali, non più immaginifici. In qualche caso personaggi, luoghi e avvenimenti sono degli strumenti per sviluppare una trama di pura fantasia. Un esempio è Michael Connelly che nei suoi thriller fa sovente riferimento ai disordini del ’92 di Los Angeles.
Un altro filone si accentra sulla figura di un singolo personaggio. Abbiamo quindi il romanzo di formazione che studia lo sviluppo del protagonista dall’infanzia all’età adulta, oppure il romanzo psicologico che – come dice la parola – approfondisce la psiche dei personaggi e i loro pensieri.
Per finire accenno al romanzo d’appendice che, come dice la parola, veniva pubblicato a puntate come appendice di giornali o riviste. Il feuilleton, termine più sciccoso per indicarlo, mi ha sempre ricordato chissà perché un sotto prodotto letterario. Scopro che a suo tempo sono stati pubblicati a puntate fior fiore di capolavori: Il conte di Montecristo e I tre moschettieri di Alexandre Dumas, Madame Bovary di Gustave Flaubert e Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, Oliver Twist, Il circolo Pickwick e David Copperfield di Charles Dickens, Ulisse di James Joyce, Guerra e pace e Anna Karenina di Lev Tolstoj, Delitto e castigo e I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, Addio alle armi di Ernest Hemingway, e in Italia Pinocchio di Carlo Collodi. Splendidi quei direttori di giornali che hanno dato loro spazio… e futura celebrità.
Allora, cari aspiranti scrittori e scrittrici, non avete più scuse: scegliete il vostro genere e partite.
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