Finora ho pubblicato dieci libri, uno di poesia, una raccolta di post ed il resto è narrativa, che è (quasi) la vera padrona del mercato. Nei primi otto mesi dell’anno scorso (dati AIE e Nielsen) la narrativa di autore italiano ha venduto – non io – per 138,1 milioni di euro, registrando una crescita del 5,8% rispetto al 2023 e del 30,8% rispetto al 2019. Dal 2019 a oggi la sola narrativa letteraria è cresciuta del 24,7%, quella di genere del 42%. E’ il settore letterario che ha salvato tutto il complesso nel post Covid.
Ma attenzione, perché se è vero che l’Italia nel 2023 ha venduto come l’Austria (+0,8%) e meglio della Scandinavia e della Svizzera, siamo ben lontani dal Portogallo (+7,0%) o dell’Olanda (+3,1%) che guidano la classifica europea.
Ma torniamo alla narrativa entro la quale dobbiamo però annoverare:
- il romance (cioè i romanzi d’amore, dove la relazione tra due personaggi è il fulcro dell’azione e dell’attenzione, con focus su sentimenti, desideri e crescita emotiva dei personaggi)
- il giallo
- lo young adult (i romanzi e i racconti destinati agli adolescenti)
- l’erotica
- la storica
- il fantasy
- l’avventura
- le mitologie e le leggende.
Meglio della narrativa dalle varie sfaccettature tira l’editoria per i bambini e i ragazzi (quale genitore non compera un libro per il bimbo o la bimba, da leggere magari prima di dormire). Questo segmento nello stesso periodo dell’anno scorso valeva 143,5 milioni di euro, in calo sì dello 0,8% rispetto all’anno precedente, ma in crescita del 16,9% rispetto al 2019.
Al terzo posto per fatturato – 126,9 milioni di euro di vendite negli otto mesi considerati, in calo del 3,9% rispetto l’anno precedente ma in crescita del 14,1% rispetto al 2019 – c’è la saggistica italiana e straniera.
Abbiamo quindi il fumetto italiano e straniero con un fatturato di 56,7 milioni di euro, in calo del 5,3% rispetto l’anno precedente ma in crescita del 212,9% rispetto al 2019. Attenzione però, perché questi dati non contemplano le fumetterie (le librerie specializzate) e le vendite nelle fiere e nei festival vari.
E in coda abbiamo i libri illustrati, quelli bellissimi, di norma di grande formato, patinati e ovviamente costosissimi. Sempre nel periodo considerato questi capolavori editoriali hanno totalizzato vendite per 18,3 milioni, in calo del 5,2% rispetto all’anno precedente ma in crescita del 7,5% rispetto al 2019. Non sono comprese le vendite nei bookshop museali.
Non facciamoci però trasportare dall’ebbrezza dei numeri e facciamo due calcoli. Se consideriamo che alla fine dell’anno scorso gli italiani residenti erano 53 milioni e mezzo, ognuno ha speso in tutto l’anno – e solo per la narrativa – ben 2,58 euro!
Meno di due caffè. In un anno. E dubito pure che li abbiano letti.
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