In un post precedente ricordavo i miei primi passi da giornalista. Come primissimo passo, appena entrato in redazione e dopo le presentazioni, mi fu assegnato il compito di rifare un articolo “in stile ANSA”. Il mio mentore Arnolfo Pacini mi diede un pezzo di cronaca del Gazzettino – sarà stato una cartella e mezza – da rifare in poche righe. In pratica dovevo rispondere alle cinque W classiche tralasciando, quindi, tutti i pleonasmi di cui era infarcito l’articolo, come le considerazioni, le supposizioni, i commenti dell’autore. Sembra facile, ma non lo è affatto.
Di recente ho letto un’inchiesta (le inchieste sono sempre stato il mio piatto forte) sui legami della Mafia con il costruendo Ponte sullo Stretto. Ben due valenti giornalisti vi si sono applicati. L’articolo analizza minuziosamente i rapporti tra le cosche, le manovre per inserirsi “legalmente” sulla maxi opera, l’intervento della Magistratura – con ben cinque procure – per smascherare e bloccare ogni tentativo di speculazione criminale.
Per leggere l’inchiesta, secondo i redattori, sarebbero necessari 3 minuti. Io c’ho messo almeno il triplo e non perché assonnato o duro di comprendonio: inizialmente per capire cosa vuol dire fare discovery nel linguaccio giuridico e poi, scorrendo tutto il testo, per capire i vari legami tra le persone coinvolte, le società, gli antefatti, i loro precedenti e tutti i loro contorni (per fortuna ci sono Wikipedia e l’AI di Google).
Ora, se fra i lettori/lettrici di questo blog c’è qualcuno che ha il desiderio, il progetto o la velleità di diventare un’indomani un giornalista, dò un compito per casa: riscrivete tutta l’inchiesta per la casalinga di Voghera, chiedendo scusa a tutte le casalinghe, in specie a quelle di Voghera.
Aspetto nei commenti la versione rivista e corretta.
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