Basilare

Leggo il 24 maggio su La Stampa un commento di Massimiliano Panarari che non è un cretino qualsiasi, perché insegna Comunicazione politica all’Università di Modena e Reggio Emilia e Marketing politico alla School of Government dell’Università luiss “Guido Carli” di Roma. Un intellettuale di calibro.
Non riesco a scorrere tutto l’articolo, lo trovo parecchio ostico, e quindi vado alla fine per la conclusione. Eccola:
Siamo allo scontro diretto fra realtà e postverità, all’insegna di una strategia che mira a metterle sullo stesso piano e a orizzontalizzarle così che ciascuno “possa scegliere à la carte”, secondo i propri bias e visione del mondo. Ovvero il «revisionismo storico algoritmico», l’ennesimo salto di qualità di questa involuzione della postpolitica. I totalitarismi novecenteschi predicavano di ripetere una bugia cento, mille, un milione di volte per convertirla in verità; ora “democrazie illiberali”, populsovranismi, e trumpismi postmoderni effettuano la stessa operazione con le immagini fake, che arrivano ancora più direttamente a quella che si è trasformata nel frattempo in «emozione pubblica».

Qualche giorno prima, il 10 maggio sempre sulla Stampa, commentando il discorso di papa Leone, Vito Mancuso scriveva del rapporto tra ateismo e fede, argomento tutt’altro che semplice. Ricordo (per chi non ce l’ha presente) che Mancuso (62 anni molto ben portati) è un teologo, docente di teologia presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e dal 2013 al 2014 all’Università degli Studi di Padova. E’ spesso in televisione. Bene, Mancuso scriveva:
Ieri concludevo il mio articolo, citando sant’Agostino dal libro X delle Confessioni là dove afferma che l’amore di Dio coincide con l’amore per la luce dell’uomo interiore che è in noi. Io penso sia questo il vero grande mistero: che l’universo abbia generato la coscienza, più in particolare la coscienza morale. Io penso che le religioni devono servire con umiltà questo mistero, risvegliando a esso l’umanità, senza pretendere di possederlo del tutto. Io penso sia questa la spiritualità di cui il nostro mondo ha bisogno per raggiungere veramente la pace che sta tanto a cuore a Papa Leone”.

Uno parlava di politica, l’altro di teologia (!). Quale dei due è comprensibile? Se volete scrivere un libro, un articolo, un semplice post sul vostro blog o sui social, tenete sempre a mente una regola: è basilare, sempre, farsi capire da chi ci ascolta e da chi ci legge.

Lascia un commento

I libri di Maurizio Boscolo

Storia e storie di uno scrittore

maurizioboscolo.it