Mafia impossibile in Trentino? Magari

Mafia impossibile in Trentino? Magari

Il 2 Agosto 2017 Il Fatto quotidiano così titolava un articolo firmato da Ferruccio Sansa: La ‘ndrangheta arriva anche nelle cave del Trentino. Arriva l’Antimafia, centinaia di operazioni bancarie già sotto controllo.

Com’è comprensibile, la notizia fu una pugnalata al cuore degli abitanti di una terra che ha registrato – al massimo – la condanna per corruzione a qualche anno di galera di un suo ex Presidente della Provincia. Una terra “sana”, rinomata fra l’altro per le sue montagne e le piste di sci, per le mele e i suoi vini, per il rispetto della natura ed il suo primato nazionale nella raccolta differenziata, per i campioni di ciclismo e i vincitori (dimenticati) di un’edizione di X Factor. L’inchiesta aveva evidenziato la presenza della mafia nell’estrazione e nella commercializzazione del porfido della Val di Cembra, inchiesta che si è conclusa il 24 febbraio di quest’anno con la convalida della condanna in secondo grado per gli otto imputati.

Il caso mi aveva colpito fin dall’inizio ed era baluginata un’idea nella mia mente. Ho aspettato qualche tempo per verificare che non fosse una fake ma poi, nel 2020, l’idea si è concretizzata. Ho subito buttato giù la trama di quello che sarebbe diventato il mio romanzo I colori dell’oro, edito due anni dopo da Amazon. Non cito il Trentino, ma è facile capire dove si svolgono i fatti (i cognomi dei personaggi sono tipicamente trentini), non parlo della mafia del porfido ma penso ad una mafia che vuole impossessarsi di altre ricchezze del territorio. Ne è uscito un romanzo con una bella nota di giallo che ha commosso anche me che l’ho scritto.

Così nasce una narrazione: può essere un semplice fatto di cronaca giudiziaria che fa accendere la lampadina. L’importante è cogliere i segnali.

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